Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate.. Un disastro!

Riporto qui un post di un caro amico, cinefilo e compositore, che ha riportato perfettamente, nei toni e nei fatti, ciò che la maggior parte di noi Nerds ha pensato e provato nel vedere questa promettente quanto DISASTROSA trilogia.

Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate è seriamente il film più brutto mai prodotto in quel di Hollywood.
Il mio post non vuole essere in favore del libro (che chiaramente vince 6-0 6-0) ma un’analisi di un film che sembra il pre-montaggio.
Questo post contiene SPOILERS, se vi sentite offesi per averlo letto per sbaglio dopo che vi ho avvertito ditemi quale serie tv vi piace che vi spoilero pure quella.
Il film si apre con quel personaggio secondario chiamato Smaug, tralasciato però in favore di scene più importanti del re di Pontelagolungo che interpreta il classico cattivo disney che non uccide nessuno e che quindi non può morire in maniera cattiva, ma come willy il coyote. Comunque senza divagare troppo Smaug muore trafitto nell’unica scaglia (che nessuno conosce) mancante, ma che Bard con la sua vista da fumetto marvel (occhio di falco) vede subito (tralasciamo che la freccia nera viene trovata in un caos totale [dove le persone però scappano al rallentatore] da un cazzo di bambino [ suo figlio ] di dieci anni che la trova così per caso e la porta nell’unica torre [la più alta] che è ancora in piedi. Qui Bard sfrutta il principio della fisica power già usato in molte puntate di MacGyver, la corda dell’arco più il cuoio della faretra più il bambino, fanno una balista perfetta, perforante !
Smaug muore tenendosi la scaglia… 11 minuti di drago dove il massimo dell’interesse l’ha raggiunto nel secondo film correndo come un idiota dietro gli hobbit che lo chiamano “lumacone”. Vorrei ricordare che Smaug è l’ultimo drago esistente.

Tralascerò le due ore buone in cui Thorin sembra un bambino imbronciato (parla con Ward come doppiatore perché vogliono simulare il passaggio al lato oscuro del tesoro [che praticamente diventa un nuovo anello del potere che corrompe gli animi] e vuole l’arkengemma, “Thorin il mondo sta per essere distrutto! ““Non do nessun aiuto, voglio l’arkengemma” (leggere la risposta con voce nasale).
Arriviamo a Gandalf (che viene chiamato tutto il tempo lo stregone [ma che a sto film non è capace neanche di accendersi la pipa) è capace di farsi imprigionare da Sauron dentro Sauron dentro Sauron dentro Sauron (cit. Nolan) e non ha la forza di fare niente, tranne farsi salvare dagli amici power ranger = Saruman, Elrond e Galadriel (che si trasforma a una certa in Samara di The Ring). Ps. quasi dimenticavo Radagast lo stregone con la cacca in faccia.
Tutti e 4 quindi sanno dell’esistenza di Sauron ma ne dubiteranno nel sequel “Il signore degli anelli”, così tanto per rendere la storia del prequel – sequel, anacronistica e no sense!
Passiamo alla battaglia che è stata così noiosa che la renderò anch’io breve.

Si può riassumere in discorsi power trash tra nani ed elfi, nani e uomini, elfi e uomini, nani e orchi, elfi e orchi; basterà fare due esempi “Andate, sono solamente un centinaio, ci pensiamo noi! “Folletto dei boschi”, “Gli darò una martellata e gli toglierò quel ghigno”.
Il tutto è condito da uno spam no-sense di animali : caprette, cinghiali, lupetti, conigli, aquile, un orso (è Beorn ma è meglio farlo vedere per un minuto), uno spam di troll fatti male tanto per far vedere che gli orchi hanno i troll, che però muoiono appena toccati, pare che sono di cartapesta (e pensare che al Signore degli Anelli, Gandalf, Aragorn, Gimli, Legolas etc. hanno problemi ad ucciderne uno), senza dimenticare i mangiaterra (tremors) che escono fanno il traforo del monte bianco e se ne vanno, così tanto per far sbrigare le armate , fatte male in CGI, degli orchi. E da persone che saltano come elicotteri, perché saltano in verticale e poi si spostano volando, l’esaltazione di questo è Legolas che salta su pietre che cadono (cit. Priest).
Senza dimenticare le uccisioni POWER del nano parente di Thorin che li uccide a testate, Bilbo che li uccide a sassate, curiosamente non sono goblin ma orchi di due metri che però non indossano l’elmo, curiosamente però quelli uccisi a testate ce l’hanno… seriamente spiegatemi sta parte…

La fine è però triste! Molto triste! Si, perchè Peter Jackson (lo stesso regista che ha vinto tutti quegli oscar per LOTR) ci prepara alla morte di personaggi importanti con una maestria senza eguali!
Muore Fili, seriamente inutile, lo stesso che, insieme ad altri, al secondo non si sveglia per andare a Erebor, giustamente si preparano da 400 anni ma non si svegliano, in una maniera così inutile che anche la spada non viene macchiata di sangue.
Muore Kili, così possono fare finalmente la scena del fottuto bacio tra un nano ed un elfa e un conseguente discorso tra Thranduil e Tauriel, che manco a Gossip Girl! “Se questo è amore, io non lo voglio”, “Perché fa così male?” “Perché era amore vero”. Seriamente ?
Muore Thorin che si autouccide (non si suicida, capite bene!) per uccidere l’orco bianco.

In questo film non sono risparmiabili neanche le pessime scelte registiche, le inquadrature per esempio o gli effetti speciali (che sembrano fatti con il paint perché destinati al cazzo d 3d) o le… proporzioni! Si, perchè sembra che abbiano chiamato il disegnatore di Ken Shiro (già famoso nel mondo per i suoi disegni di Re Nero che schiaccia un uomo e poi è grande come un pony), gli orchi sono alti 3 metri, poi sono come i nani, l’alce del re elfico è prima enorme che schiaccia gente in giro e poi sembra un peluche della Trudi, il drago è prima enorme poi cade e uccide il re di pontelagolungo senza spaccare una casa, ciò mi fa presupporre che quindi sia più piccolo di un vicolo di 3 metri.
Non si può salvare neanche il sound design e la colonna sonora, c’è uno spam di tutti i temi di LOTR cambiati solo per farti cantare in sala il tema della contea, o il tema dell’anello, senza però mettere mai Misty Mountain (che è il tema dei nani, giustamente i nani a sto film non ci sono quindi sarebbe stato stupido riorchestrare il tema e usarlo per i nani in combattimento).
Il sound design muore quando c’è un suono metallico provocato dallo scontro tra : carne e pietra, carne e ferro.
Oppure le inquadrature in primo piano degli occhi (che prima erano molto Sergio Leone, adesso fanno molto Twlight, si perchè non possono fa inquadrature di occhi languidi per 3 ore) con sopra un sound design degno di un porno di Rocco Siffredi : “aaaah” “umpf” “iiiiiih” il tutto reverberato senza alcun ritegno, anche l’eco di Erebor è ritmico, tanto per dirne una, è in 4 dritto, come la cassa di un pezzo da discoteca. “Bilbo o o o o o o o o o o “

In sintesi questo film sembra essere stato prodotto dalla Disney o da Neri Parenti ed è un misto di Gossip Girl, Natale a Miami, una citazione continua fatta male di LOTR, Mercenari (i martelli più sono grandi più sono macho), MacGyver e American Pie.

PS. Gandalf si accorge che Bilbo ha un anello che fa diventare invisibili ma poi lo dimentica per poi fingersi stupefatto quando lo vede in LOTR.

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E tu? Cosa ne pensi?

Dopo The Walking Dead ecco Z-Nation

Z NationLa moda degli Zombie impazza, ecco infatti che arriva Z-Nation (dove Z sta per Zombie) la nuova sierie tv survival che lancia la sfida a The Walking Dead. Un mese prima la partenza della quinta stagione di TWD, negli usa è stata lanciata questa nuova serie di 13 episodi, di cui è già stata annunciata la seconda stagione.

Il plot è sempre lo stesso, il mondo invaso dai morti viventi, qui però i fatti si svolgono 30 anni dopo l’epidemia e vede protagonisti un gruppo di superstiti con il compito di portare a New York l’unica persona immune al presunto virus. Ad aspettarli ci sarà l’unico laboratorio di malattie infettive rimasto intatto, il quale dovrà elaborare un vaccino partendo dal sangue del soggetto immune. Il loro presunto salvatore però porta con se un segreto che metterà in pericolo il gruppo.

Ad interpretare i poveri sventurati ci sono volti già noti al piccolo schermo, tra i quali spicca quello di Harold Perrineau, leader del gruppo, conosciuto per aver interpretato Michael nella serie tv Lost. Idea carina insomma, ma niente di nuovo a quanto pare, sarà difficile anche solo avvicinarsi al successo di TWD, staremo a vedere, intanto per l’Italia bisogna aspettare.

Di seguito il trailer

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Grande Fratello vs Zombie

dead set 2Dead Set è un’acclamata mini-serie tv britannica creata dallo scrittore Charlie Brooker. Trasmessa nel 2008 nel Regno Unito e nel 2010 in Italia, è composta da 5 episodi disponibili gratuitamente su youtube (in italiano Morte sul Set). 

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Trama – Il regno unito è nel caos a causa di una sconosciuta epidemia di morti viventi. Tra i pochi superstiti ci sono i concorrenti del Grande fratello inglese i quali, rinchiusi nella casa, sono ignari di ciò che sta accadendo.

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Se non ci pensano i vivi a ribellarsi contro i media e la tv spazzatura, lo fanno i morti

questa potrebbe essere la morale della storia.

Commento – Idea tanto semplice quanto interessante, chi altri se non i concorrenti del grande fratello potrebbero sopravvivere ad un’epidemia zombie senza saperlo? Come mai non ci ha pensato nessuno prima? Questo è il destino di tutte le grandi intuizioni, la soluzione è davanti a te ma non la vedi. Dead Set inizia così, per poi diventare il classico zombie movie, con il gruppo di superstiti alla ricerca della salvezza. Niente di nuovo quindi, a parte l’incipit iniziale.

Lontano anni luce dalle atmosfere sporche e desolate di The Walking Dead, qui lo stile è volutamente più moderno, anche nei dialoghi, proprio a creare la metafora dell’umanità inebetita dalla televisione. Anche gli zombie, lenti in TWD come vuole la tradizione “romeriana”, qui sono più in stile 28 giorni dopo, veloci e rabbiosi. Un prodotto interessante quindi, soprattutto per gli amanti del genere. Essendo una serie di soli 5 episodi, avviene tutto subito, non c’è tempo per affezionarsi ai personaggi, nonostante ciò non manca qualche caratterizzazione interessante. Breve ma intenso quindi, niente di eccezionale ma merita sicuramente la visione.

Il ritorno di Twin Peaks

Dopo 25 anni torna in tv la serie cult ideata da David Lynch, I Segreti di Twin Peaks. Il serial andò in onda per due stagioni, la prima di 8 episodi nel 1990, la seconda ed ultima nel 1991, per 22 episodi. La storia era incentrata sul ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, una delle ragazze più popolari della città. Il caso, affidato all’agente speciale Dale Cooper, si rivelerà un fitto intreccio di misteri, i quali metteranno in evidenza l’oscura realtà che avvolge il luogo e i suoi abitanti.

Dopo un’inizio da record, gli ascolti andarono scemando e la ABC decise di interromperla, lasciando molti punti interrogativi. Finalmente, dopo tanta attesa da parte dei fan, ne è stato annunciato il ritorno, a confermarlo è stato proprio David Lynch.

La nuova serie, in arrivo nel 2016, sarà un vero e proprio sequel, composto da 9 episodi diretti dallo stesso Lynch, che riprenderà i fatti da dove erano stati bruscamente interrotti. Twin Peaks, serie visionaria ed innovativa, fece scalpore all’epoca, forse fu proprio questo a sancirne l’iniziale successo, che però poi subì un declino. Chissà se ora, dopo tanta attesa, la gente sarà pronta a capire il genio del controverso regista statunitense.

Staremo inoltre a vedere se, in un momento storico in cui le serie tv sono protagoniste, vantando uno stile ed una produzione a livelli cinematografici, la nuova sfida di David Lynch riuscirà a trovare il suo spazio.

Intanto guardatevi il promo

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Il Cacciatore di Zombie

il_cacciatore_di_zombie_poster_itaRegia:

Alejandro Brugués

Attori:

Alexis Dìaz de Villegas, Jorge Molina, Andrea Duro, Andros Perugorrìa, Jazz Vilà, Eliecer Ramìrez

Genere:

Horror/Comedy/demenziale

Produzione:

Spagna/Cuba

Anno:

2011

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Trama – Siamo a Cuba. Juan e Lazaro, due amici perdigiorno senza uno scopo preciso nella loro misera esistenza, si rendono conto che per le strade dell’ Avana qualcosa non va. Le persone si comportano in modo strano e, ben presto, Juan e il suo amico capiranno che si tratta di morti viventi mangia uomini. I due organizzeranno un business approfittando della brutta faccenda.

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Commento – Un’altro gioiellino per gli amanti del genere. Impossibile non fare il confronto con il ben più noto L’alba dei morti dementi (tra l’altro il titolo inglese di questa pellicola è Juan of the dead, vi ricorda qualcosa?) il film di Wright, comunque, è sicuramente migliore. Il cacciatore di zombie è divertente, irriverente, politicamente scorretto: sono palesi i riferimenti contro gli Stati Uniti d’America, vedi momenti in cui i notiziari dicono che gli Zombie sono in realtà dissidenti cubani pagati dagli americani.

Il film a tratti è esilarante e si lascia guardare con gran gusto, alcune trovate e situazioni lo rendono davvero brillante.  Ennesima dimostrazione che, molto spesso, i film poco conosciuti valgono più di tante oscenità che ci rifilano nei nostri cinema, vedi i vari Ghost Movie e compagnia bella.

 

Jedi Guarda Computer

JediEcco per voi un’altro oggetto talmente inutile quanto irresistibile, che noi di Nerd per Caso non potevamo non segnalare. ATTENZIONE! Solo per veri nerd.

Siete possessivi nei confronti del vostro computer? Temete per la sua incolumità? Avete paura che in vostra assenza, mentre siete in bagno a fare pi pi, po po, o a schiacciarvi un brufolo maturo, il vostro gatto scambi la tastiera per una lettiere hi-tech? O che la vostra sorellina di 5 anni scambi lo schermo per una lavagnetta elettronica?

NIENTE PANICO! Da oggi c’è Yoda, lo jedi da guardia. Basterà collegarlo al pc e, appena il malfattore si avvicinerà, il temibile Maestro Yoda, tramite un sensore di movimento, accenderà la sua spada laser e pronuncerà una delle sue celebri frasi (in inglese).

Sabotatori di computer… TREMATE!

Dead Snow

dead-snow-posterRegia: 

Tommy Wirkola

Attori:

Charlotte Frogner, Ørjan Gamst, Stig Frode Henriksen, Vegar Hoel, Jeppe Laursen

Genere:

Horror/Comedy

Produzione:

Norvegia

Anno:

2009

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Trama – Norvegia, un gruppo di amici parte per una vacanza in montagna, giungendo in una romantica Baita dispersa tra la neve. I giovani ragazzi hanno però scelto il luogo sbagliato, infatti alla fine della seconda guerra mondiale, un gruppo di spietati soldati nazisti è morto tra quei monti, trasformandosi in sanguinari Zombie. Ben presto i poveri ragazzi si renderanno conto di ciò che li aspetta.

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Commento – Peccato! Film dalle grosse potenzialità, che non centra però appieno l’obiettivo. Tommy Wirkola (Hansel & Gretel – Cacciatori di Streghe) tenta la carta degli Zombie nazisti, ambientando la storia tra le suggestive montagne innevate norvegesi, il contrasto è buono, l’idea pure, ma pecca in quello su cui ci si aspettava di più, cioè l’ironia. Siamo lontani anni luce da film come L’alba dei morti dementi e Benvenuti a Zombieland, manca quella brillantezza e quel tocco di genio che ha caratterizzato i film di Wrigt e Fleischer. 

Dead Snow parte come il più classico dei film horror, con il solito gruppetto di giovincelli arrapati che non vede l’ora di passare qualche giorno a bere, fumare e scopare. Il cliché ci starebbe anche bene, se fosse stato trattato con intelligenza e ironia, invece annoia un po, facendo pensare alla solita solfa. Il personaggio dell’uomo misterioso che avverte dell’incombente pericolo non funziona molto nel suo intento parodistico (se era quello l’intento).

I momenti migliori arrivano a sprazzi, con alcune situazioni ben riuscite (vedi scena in cui Vegard lotta con un Nazi-Zombie appeso all’intestino srotolato di un’altro Zombie), che riescono a strappare un sorriso e a farti rodere per il ritardo. Verso la fine migliora, ma non basta. Lo splatter c’è, immancabile in una pellicola di questo tipo, esagerato e divertente come vuole la ricetta. Partita persa, se si fa il confronto con i film già citati sopra, ma comunque consigliato, per una visione leggera con gli amici, se siete appassionati del genere poi, ancora meglio.

Lovely Molly

Lovely-molly-posterRegia: 

Eduardo Sanchez

Attori:

 Alexandra Holden, Johnny Lewis, Brandon Thane Wilson, Daniel Ross, Ken Arnold

Genere: 

Horror/psicologico

Produzione:

USA

Anno:

2011

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Trama – Due giovani sposi, Molly e Tim, si trasferiscono nella casa del defunto padre di lei. Molly, ex tossicodipendente con un passato turbato, inizia ad accusare strani disturbi. Quando il marito, per motivi di lavoro, è costretto ad assentarsi per alcuni giorni, la situazione precipita, trascinando Molly in un vortice di paura e ricordi dolorosi, che le causeranno forti squilibri fisici e mentali.

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Commento – Eduardo Sanchez, creatore (con Daniel Myrick) del geniale The Blair Witch Project, precursore di un nuovo filone per il genere horror, è un regista che dopo l’exploit iniziale è caduto un po nell’ombra, fornendo prestazioni non all’altezza delle aspettative. Regista di sicuro talento, che opta più per un cinema di nicchia che acchiappa soldi. Lovely Molly, pur non essendo un filmone, potrebbe essere riconosciuto come il suo lavoro migliore dopo il già citato BWP.

Il film parte bene, con un’introduzione da found footage, per poi rallentare, costruendo una tensione ed un malessere psicologico che trascina lo spettatore fino alla fine. Il film crea un po confusione e, giunti al termine, probabilmente lascia spazio a diverse interpretazioni su ciò che è accaduto e su ciò che accadrà.

La protagonista, esordiente, si comporta abbastanza bene, alcune scene del film sono ben riuscite, creando fastidio e turbamento (vedi bacio con morso del labbro) allo spettatore, nonché inquietudine e suggestione. Lovely Molly è evidentemente un film non originale, ma in gran parte riuscito, che non annoia e colpisce comunque nell’animo, tirando fuori dall’ovvietà situazioni interessanti. Eduardo Sanchez ha sicuramente il merito di riuscire a tirar fuori qualcosa di buono con risorse limitate.

 

CHIAVETTE USB HORROR

USB da collezione – per tutti i fan dei classici horror

Una Notizia troppo nerd, che valeva la pena condividere con voi. La Maikii, azienda leader nel mercato delle unità di memoria personalizzate, ha creato per i fan dell’horror un gadget imperdibile, le chiavette usb da 8Gb raffiguranti i 4 boogeyman più classici e famosi del genere slasher: Freddy Krueger, Jason Voorhees, Leatherface e Michael Myers… che teneri.

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VITTIMA DEGLI EVENTI

Dylan DogREGIA: 

Claudio Di Biagio

ATTORI: 

Luca Vecchi, Valerio Di Benedetto, Sara Lazzaro, Alessandro Haber, Milena Vukotic

GENERE: 

Giallo

PRODUZIONE:

 Italia

ANNO: 

2014

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PREMESSA – Nel 2011 uscì nelle sale cinematografiche un film, di produzione americana, che ebbe la presunzione di spacciarsi per la trasposizione del mitico indagatore dell’incubo, creato da Tiziano Sclavi, per la Sergio Bonelli editore: il titolo di quella vergognosa pellicola era Dylan Dog – Il Film (titolo originale Dylan Dog: Dead of Night). Il filmaccio di Kevin Munroe, oltre ad essere brutto, commise l’errore più grande che si potesse fare nel trasporre un personaggio così amato e caratterizzato dal fumetto al grande schermo, cioè modificare quegli elementi che per un fan sono come la Bibbia. Il risultato non poteva essere altro che quello di una pellicola scialba, senza identità, che non ha assolutamente niente a che fare con Dylan Dog.

La causa di tutto ciò è da attribuirsi in parte ai diritti d’autore ( come nel caso dell’assistente Crucho, sostutuito da Marcus) per il resto a scelte di produzione poco felici, che anno solo voluto sfruttare il nome di un’icona per garantirsi un successo che, tra l’altro, non c’è stato. Un pregio questo film però l’ha avuto, e cioè quello di infastidire così tanto i lettori del fumetto da gridare al sacrilegio, dando vita ad una “rivolta artistica” che ha portato fan e giovani cineasti appassionati a movimentarsi per rendere giustizia al nostro Dylan.

Questi sentimenti hanno contribuito alla realizzazione dei cosiddetti fan-movie, cioè pellicole amatoriali o semi-professionali senza scopo di lucro, concretizzate grazie all’aiuto finanziario dei fan del progetto. Vanno sicuramente citati due film del 2012: Dylan Dog – Il trillo del Diavolo di Roberto D’Antona e Dylan Dog – La Morte puttana di Denis Frison, quest’ultimo unico lungometraggio sul personaggio, ben 2 ore e 10 ( forse troppo). Degno di nota e mediaticamente più considerato è però il film del 2014, Vittima degli eventi di Claudio Di Biagio.

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TRAMA – Roma. Adele passeggia insieme al fratello davanti Castel Sant’Angelo, incontrano una strana donna in vestiti d’epoca che, mentre il fratello di lei cade a terra in preda ad una crisi, si strappa la testa dal collo. Adele, sconvolta dall’accaduto, si rivolge a Dylan Dog per risolvere il mistero.

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Film completo

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COMMENTO – Finalmente, dopo la zozzata americana da 20 milioni di dollari, arriva un film che, con meno di 40 mila euro, è riuscito in tutto quello in cui aveva fallito il gigante Hollywoodiano, Davide che batte Golia. Vittima degli eventi, film finanziato in crowdfunding (finanziamento collettivo) non è certamente un capolavoro, ma rispetta in pieno il personaggio e la sua natura, si vede la voglia di realizzare un prodotto che rendi davvero omaggio e giustizia ad un’icona del fumetto italiano e non solo. La location si sposta da Londra a Roma, ma l’impatto scenico della capitale non ha niente da invidiare alla città inglese, ben curato nei dettagli, buona la fotografia e la regia del “giustiziere” Di Biagio.

Il film, considerata la media durata, è impostato come episodio pilota di un’eventuale serie, chissà se lo scopo sarà proprio quello, a noi fan non dispiacerebbe affatto. Ci sono alcune pecche, ovviamente, una riguarda la sceneggiatura, un po confusa e frammentaria nella risoluzione dell’enigma, causa anche la breve durata, in cui tutto avviene frettolosamente. Un’altro appunto va fatto al personaggio di Grucho, curato nel comportamento e nelle fattezze, ma meno divertente dell’originale fumettoso e a Dylan, abbastanza azzeccato nell’aspetto fisico, però mi ricorda troppo Scamarcio ( Rupert Everett dove sei?). Un cenno particolare al finale, un brivido lungo la schiena per i lettori affezionati, come me.

La pellicola di Di Biagio vanta anche la presenza illustre di due big: Alessandro Haber ( ispettore Bloch) e Milena Vukotic ( la signora Trelkovski) i quali danno un tocco di eccellenza al film. Tirando le somme, tanto di cappello a questi giovani autori che, per passione e senso di dignità, pur con tutti i limiti del caso, hanno  onorato la memoria di uno dei più importanti editori italiani, Sergio Bonelli.