sicurezza e vpn

Come proteggere le nostre comunicazioni sul web

Quello della privacy e della sicurezza sul web è un argomento sempre più spinoso e sempre più all’ordine del giorno. Dopo i vari scandali delle grande compagnie del mondo Tech, dopo l’introduzione di nuove regole da parte dell’Unione Europea, noi utenti del web dovremmo sentirci più sicuri per quel che riguarda la nostra privacy online.

Purtroppo, per molti non è ancora così, e il timore di essere spiati e controllati, soprattutto nelle nostre comunicazione e attraverso i nostri dati sensibili, è molto altro. Per fortuna esistono metodi, trucchi e consigli che ci aiutano a proteggere le nostre comunicazioni e i nostri dati sul web.

Se pensiamo alla comunicazione via internet sicuramente per prima cosa pensiamo a WhatsApp, alle mail, ai social network. Questi strumenti però sono davvero sicuri? Sicuramente sono stati fatti molti passi avanti con l’introduzione di crittografie e strumenti per la privacy più efficaci. Rimangono però dei problemi di fondo delle grandi compagnie, che utilizzano, come tutti sappiamo, i nostri dati per creare profili di acquirenti e venderli come merce.

Per evitare di essere tracciati, controllati e spiati anche mentre comunichiamo con i nostri amici attraverso il web o lo smartphone possiamo utilizzare altri strumenti, altrettanto semplici ed immediati.

Partiamo subito con i servizi di messaggistica istantanea, come ad esempio WhatsApp. L’app che tutti usiamo quotidianamente la più conosciuta al mondo non è però la più sicura per quanto riguarda la privacy. Ad esempio Telegram, che sta prendendo sempre più piede, ha una crittografia molto più avanzata rispetto a WhatsApp e i dati inviati non vengono salvati da nessuna parte. Inoltre è possibile inviare dei messaggi ‘a scadenza’, ovvero che si auto cancellano dopo un determinato lasso di tempo senza lasciare alcuna traccia!

Anche se sembra una cosa vista solo nei film di spionaggio, i messaggi che si auto distruggono subito dopo la lettura esistono davvero e si chiamano ‘whisper’ nelle app Confide e Wickr, due sistemi di messaggistica per Android ultra sicuri, che dispongono di una crittografia di tipo militare. Confide inoltre, come anche l’app Dust, dispone di una funzione ‘anti-screenshot’, ovvero il blocco per gli scatti dello schermo che catturano i nostri messaggi.

Passiamo ora all’altro sistema di comunicazione usato nel web e nel mondo del lavoro: le mail. La metà degli italiani utilizza un account Gmail di Google, uno dei servizi mail più diffusi e più semplici da utilizzare. Gmail è poi seguito a ruota da Outlook, Yahoo, e simili.

Senza dubbio sono stati fatti numerosi progressi riguardo alla nostra privacy anche da parte delle aziende che forniscono questi servizi – ad esempio Gmail dispone ora dei messaggi a scadenza – ma se volete davvero inviare mail che contengono dati riservati senza incorrere in rischi vi consigliamo questi due servizi: ProtonMail, completamente gratuita, oppure Lavabit, mail utilizzata anche da Edward Snowden e premiata per essere ultra sicura (purtroppo è a pagamento dopo il suo ritorno nel mercato).

Naturalmente quando utilizziamo le applicazioni del telefono o navighiamo sul web dobbiamo stare attenti a che dati inseriamo e dove li scriviamo. Se non siamo sicuri dell’affidabilità di un servizio è meglio lasciar perdere e fare dei controlli aggiuntivi. Se vogliamo evitare i tracciamenti dovuti all’indirizzo IP (dunque la ‘località’ del nostro dispositivo) possiamo utilizzare dei sistemi di protezione come i server proxy oppure le connessioni VPN, disponibili anche per smartphone.

Per navigare online ed essere completamente anonimi poi esiste anche un browser, TOR, che ci permette di oscurare il nostro IP e dunque vedremo che i risultati di ricerca e i vari servizi online saranno liberi da qualunque tipo di controllo e tracciamento. Questo perché Tor ha al suo interno un sistema di crittografia della rete molto avanzato che permette di nasconderci ad occhi indiscreti.

Insomma, basta avere qualche accortezza e anche il semplice utente può proteggersi, senza diventare un esperto hacker!

Rispondi