droidi di Star Wars

I droidi di Star Wars potrebbero essere più realistici di quanto pensiamo

Tutti conosciamo i droidi di Star Wars, R2-D2 o C-3P0, e ci siamo molto affezionati. Hanno segnato la nostra infanzia o la nostra crescita e per tutti rappresentano personaggi straordinari. Ma siamo sicuri che essi siano reali sono nel mondo della finzione cinematografica? La domanda non è totalmente fuori luogo e se la sono posta anche alcuni ricercatori, giungendo alla conclusione che se alcuni droidi di Star Wars sono un po’ oltre l’attuale livello tecnologico, altri sono invece più che reali.

Curiosità

I robot sono parte integrante della saga di Star Wars e hanno raccolto l’entusiasmo di tanti che nel corso degli anni si sono appassionati alla saga. I droidi sono così diventati imprescindibili da essercene due che hanno preso parte a tutti i capitoli della saga: C-3PO e R2-D2.

Alcuni di questi droidi, come nel caso di C-3PO hanno delle evidenti caratteristiche antropomorfe e dei modi di fare tipicamente umani (come l’aspetto ironico del loro modo di esprimersi). Per quel che riguarda invece l’aspetto tecnico ognuno ha le proprie peculiarità, caratteriali e tecniche.

La comunicazione dei droidi

Un ricercatore della Texas A&M University, Robin R. Murphy, ha effettuato uno studio proprio sui droidi di Star Wars e ha pubblicato i risultati sulla prestigiosa rivista Science Robotics. La principale differenza tra i droidi di Star Wars e quelli che possiamo trovare nel mondo reale è a livello linguistico e di comunicazione. I droidi presenti nella saga di Star Wars parlano un inglese fluente e corrente, mentre per esprimere pensieri non verbali o sentimenti utilizzano un sistema di linguaggi robotici.

In realtà la distinzione stabilita da Murphy può essere anche non condivisa, soprattutto se si tiene in considerazione che il linguaggio dei droidi di Star Wars, fatto di segnali acustici e fischi, è un linguaggio binario (non nel senso numerico del termine) e questi stessi segnali possono essere tradotti, quindi, compresi, sia dagli uomini che da altre macchine che possono convertirli in testi scritti o orali.

I movimenti dei robot

L’altro aspetto, un po’ più complicato, è quello dei movimenti dei droidi di Star Wars. Il sistema di movimento sferico dei droidi sulle colline del deserto di Jakku di Star Wars è inapplicabile al mondo della fisica. Alcuni test che sono stati realizzati per cercare di simulare ed emulare questo sistema non hanno portato a risultati positivi.

 

La ricerca scientifica dal punto di vista tecnico è riuscita molto ad avvicinarsi a questo tipo di robot, ma non a tal punto da poter immaginare di stabilire una relazione vera e propria tra due personalità (con tutta la discussione su quello che questo termine significhi). Se è vero che immaginare che un droide possa riparare la nostra astronave (o anche la nostra macchina) può apparire ancora lontano, non è da escludere che molte novità possano realizzarsi nel prossimo futuro. Le ricerche in tal senso sono tantissime, come quelle che hanno analizzato le differenze e le similitudini con i droidi di Star Wars, e non sono da escludere sorprese. In un senso o nell’altro.

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