Cosa sono i portatili con Nvidia MAX-Q

Forse vi sarà capitato d’aver letto questa notizia o una sfuggente etichetta in qualche vetrina. Questo Ultrabook ha un sistema Nvidia Max-Q! Questo portatile supporta il Max-Q. Ma cosa significa? E’ un sistema Hardware o Software? Iniziamo a parlare perciò con calma – per filo e per segno – di cosa tratta questa nuova mossa della Nvidia verso il mondo del Gaming.

Iniziamo tagliando la testa al toro: il Max-Q non è una scheda video dedicata e nemmeno un chip fatto apposta. Si tratta d’una sorta di “certificato” che si da ad un portatile che rientra sotto certi aspetti, promettendo così prestazioni da Gaming assai elevate.

Il Max-Q è dedicato principalmente alle categorie di portatili e PC che normalmente non riscontrano le esigenze del videogiocatore più esigente. Ad esempio gli Ultrabook, portatili ultra-sottili, non sono spesso ritenuti la prima scelta per le partite con la risoluzione più alta e la qualità grafica più elevata. Eppure, con questo gesto, la Nvidia vuole fare in modo da “quadrare i conti” inserendo le proprie schede video più potenti all’interno di portatili ibridi o sottili.

Cosa deve avere un portatile per ottenere la certifica Max-Q?

  • Una scheda video Nvidia 1070 o 1080
  • Sottili almeno 18mm
  • Delle casse che riproducono almeno 40 decibels
  • Uno schermo da 120Hz
  • Una CPU Core i7

Naturalmente non tutto è solamente preparato sotto un aspetto Hardware – il Max-Q comporta anche alcune obbligatorie scelte di Design interno. Per questo motivo il produttore che vuole produrre un portatile munito di Max-Q deve seguire una serie di precise istruzioni se vuole ottenere la certifica. Questo almeno ci lascia dedurre che la Nvidia vuole dei portatili seri, non qualcosa da produrre in massa ma dei prodotti scelti e precisi che possono sviluppare la potenza richiesta senza risultare in problemi di prestazioni o surriscaldamento.

Al giorno d’oggi infatti riuscire a combinare questi elementi non è veramente facile. Un Ultrabook ad alte prestazioni deve comunque avere la possibilità di dissipare il proprio calore, e questo risulta in ventole e griglie che ne aumentano lo spessore. Tuttavia con le nuove tecnologie e i nuovi materiali (compreso anche il carbonio) ci si è resi conto di come si può introdurre tanta energia in uno spazio sul serio minuscolo. Non che al giorno d’oggi non esistono comunque dei portatili molto sottili ma adatti per il Gaming.

Ad esempio possiamo notare l’MSI Stealth Pro il quale ha una composizione veramente da urlo ed uno spessore davvero ridotto…ma non quanto vuole al momento la Nvidia. Ma si tratta certamente d’uno dei più particolari esempi al quale possiamo dirigerci se vogliamo pensare ad un portatile leggero e sottile che però può far avviare e girare giochi d’ultima generazione al massimo della propria potenza.

Che cosa comporterà la cosa, nei prezzi? Ovviamente, non parliamo di ultrabook che costeranno 700 o 800 euro. L’inclusione d’una scheda video 1080 (ed in futuro 1180) significa chiaramente che i portatili che adotteranno la certifica ed il design avranno un costo di almeno 1200-1400 euro…se non oltre. Ovviamente, il prezzo finale non sarà veramente differente in molti casi. Questo perché come abbiamo già detto la Nvidia obbliga l’applicazione di un design specifico ed una serie di componenti precisi. Nessun portatile Max-Q può avere un processore i5 o un Monitor da 75Hz, ad esempio.

In questo modo si può giustamente notare che i prezzi saranno un po’ uguali ovunque. Ci possono sempre essere delle varianti se ci riflettiamo bene: chiaro, andare più in alto e facile, ma la Nvidia non ha mai specificato alcuna quantità di RAM o di HDD. Giustamente però, con una tale composizione adattata per il Gaming, è difficile che un produttore rilascerà un Ultrabook con una scheda video 1080, un processore i7 e uno schermo da 120Hz e appena 8Gb di RAM. Ma chissà: vista la composizione uguale in molti campi, è probabile che la competizione tirerà fuori qualcosa di creativo per poter produrre il miglior ultrabook munito della certificazione Max-Q.

Se si può combattere sul prezzo, lo si può sempre fare sulla batteria, sugli accessori come la tastiera ed i materiali che ricoprono tutto ciò. Magari si può pensare ad una SSD più ridotta, accoppiata ad un HDD di discrete dimensioni e prestazioni. Ma alla fine, si può fare giusto così tanto per non incappare in un calo di prestazioni.

Ma quindi, alla fine, il Max-Q conviene davvero? Se non altro è come vedere il simboletto dell’Intel sui tanti prodotti informatici che vediamo in giro nei negozi. Sono lì per farci capire che quel minuscolo prodotto può dare veramente tanto, anche per il suo prezzo assurdo. Vedremo se in futuro questa certifica sarà veramente utile o se, in fondo, è solo l’ennesimo tentativo di Marketing – alla ricerca di sfruttare la figura del “Gamer” ormai sempre più presente nei tanti campi dei Media, sport compresi.

 

Rispondi